
La Desolazione di Maria Santissima, di Giuseppe Savani, scritta per tenore, baritono, coro maschile, quintetto d’archi ed harmonium nel 1889, è stata composta per la Pia Unione di Maria Addolorata che nella chiesa di S. Ignazio a Carpi aveva l’esercizio delle funzioni. Tradizionalmente eseguita alle sei del mattino, era parte integrante di una paraliturgia strutturata in sei momenti, cadenzati da letture e canti, che concludeva con il “Vexilla Regis” e la benedizione solenne con la stauroteca.
Questa pratica religiosa della “Desolata” è da ritenersi precedente alla composizione del Savani che ha preso il posto dell’azione liturgica diventando tradizione carpigiana. Abbiamo memoria della prima esecuzione della musica del maestro carpigiano in un giornale reggiano, il Reggianello, del 26 aprile 1889:
“lavoro proprio da maestro è stata la nuova musica del Sig. Maestro Giuseppe Savani eseguita nella chiesa di Sant’Ignazio sabbato scorso per la funzione della Desolata, la quale è riuscita assai bene anche per i commoventissimi discorsi che vi tenne il Rev.mo can.co Bulgarelli di qui”.
L’azione prevedeva un allestimento in presbiterio di un apparato scenografico raffigurante il Calvario con le tre croci, che faceva da sfondo ad una architettura in stile dorico con la scritta apicale “extra portam passus et sepultus”. Al centro della scena una statua di Maria addolorata completava il quadro della Passione, rendendo testimonianza visiva degli eventi legati al triduo pasquale.
Ritornare nella chiesa di sant’Ignazio significa dunque restituire alla Desolata il suo significato originario che, anche se cambiato nel tempo, mantiene le caratteristiche di devozione e di fede che hanno spinto l’autore al componimento musicale. Voglia, dunque, essere, questo, un momento di riflessione attraverso la riscoperta delle sonorità originali, di valorizzazione della cultura locale, di memoria di una tradizione che si ravviva nel canto e nella sensibilità di cogliere ciò che la musica ci restituisce.
